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TENDINOPATIA INSERZIONALE FLESSORI GAMBA

Cos’è la tendinopatia inserzionale degli ischiocrurali?

Si tratta di un processo infiammatorio a carico dei tendini dei muscoli ischiocrurali (i muscoli posteriori della coscia che hanno la funzione di estendere l’anca e di flettere il ginocchio). È una patologia comune negli atleti che corrono per medie-lunghe distanze come runners e calciatori, ma che in alcuni casi può anche essere riscontrata in soggetti che passano molto tempo seduti, in particolare nelle donne in età peri-menopausale. Il segno caratteristico di questa patologia è rappresentato da un dolore profondo di intensità variabile localizzato nella regione della tuberosità ischiatica in prossimità dell’inserzione dei muscoli ischiocrurali. Tipicamente il dolore peggiora durante l’attività fisica, in particolare durante la corsa, o quando si mantiene la posizione seduta per molto tempo.

Anatomia flessori

Con quali altre patologie potrebbe essere confusa?

Esistono diverse patologie che danno sintomi simili a quelli della tendinopatia inserzionale degli ischiocrurali, è quindi fondamentale rivolgersi ad un medico o ad un fisioterapista per assicurarsi che si tratti veramente di questa condizione; la prima cosa da escludere è che non si sia verificata una lesione dei muscoli ischiocrurali in seguito ad un trauma o ad un eccessivo sovraccarico del muscolo stesso. Vanno poi eseguiti test clinici specifici per escludere quadri di sciatalgia, sindrome del piriforme, borsite ischiatica o altri dolori di origine vertebrale; altre cause possibili ma raramente riscontrabili sono i processi neoplastici del tessuto osseo e muscolare per i quali non sono sufficienti i test clinici ma sono necessarie ulteriori indagini strumentali.

Come cambiano queste strutture durante un processo di tendinite?

Durante questo processo infiammatorio il tessuto tendineo va incontro ad un aumento del tessuto fibroso che in alcuni casi può essere causa di un aumento della pressione sull’adiacente nervo sciatico. A causa di questo fenomeno il tessuto si presenta ispessito, causa dell’aumento del numero di cellule e della disorganizzazione delle fibre collagene. In molti casi questo quadro infiammatorio si instaura in seguito a precedenti danni a carico di questi tendini o associato a processi di degenerazione tendinea.

Diagnosi e prognosi

Come già detto in precedenza in presenza di un dolore di questo tipo è fondamentale rivolgersi ad un professionista in grado di valutare l’entità ed il tipo di danno; sarà infatti in grado di scegliere il trattamento più idoneo al singolo caso o a richiedere esami più specifici in base alla gravità dei sintomi per escludere specifici dubbi diagnostici. Nel caso in cui la patologia diventi cronica può essere utile ricorrere alla risonanza magnetica per identificare la causa esatta del dolore e l’entità del danno, permettendo inoltre di eseguire una prognosi più accurata determinando una riduzione del livello di stress dell’atleta.  La diagnosi precoce è il miglior punto di partenza per una prognosi favorevole e per ridurre i tempi di rientro all’attività sportiva.

Cosa non fare se soffro di tendinopatia ai flessori

Evitare di esacerbare il dolore con l’esercizio fisico, è possibile che un lieve dolore compaia durante o dopo l’allenamento ma è fondamentale che questo scompaia in poche ore e che non comporti un peggioramento della sintomatologia algica rispetto alla condizione precedente all’allenamento.

Evitare gli esercizi di stretching dei muscoli ischiocrurali per proteggere il tendine da carichi eccessivi che potrebbero determinare un peggioramento dei sintomi ed un rallentamento dei processi di guarigione fisiologici

Specialmente nelle fasi inziali della patologia evitare di ricorrere all’utilizzo di iniezioni di corticosteroidi nello spazio tendineo, in quanto potrebbero compromettere il recupero finale.

Cosa devo fare?

  • Ridurre il carico sul tendine modificando il programma di allenamento (evitare corsa in salita, ridurre la distanza percorsa, ridurre il numero e la frequenza degli allenamenti).
  • Nel caso in cui il dolore peggiori durante il mantenimento della posizione seduta valutare l’utilizzo di un cuscino per migliorare la distribuzione del carico sulle tuberosità ischiatiche.
  • Valutare con il proprio medico curante l’utilizzo di farmaci antinfiammatori (FANS) per il controllo del dolore e dello stato infiammatorio
  • Valutare con il proprio fisioterapista il miglior protocollo di esercizi da svolgere, generalmente nelle prime fasi della patologia è preferibile l’utilizzo delle contrazioni isometriche; potranno successivamente essere aggiunte al protocollo di trattamento le contrazioni isotoniche (concentriche ed eccentriche) compatibilmente con il dolore
  • Migliorare la forza dei muscoli stabilizzatori dell’anca (in particolare glutei e muscoli rotatori dell’anca) permette di ridurre il carico dei muscoli ischiocrurali e di prevenire l’eccessiva rotazione interna e adduzione dell’anca durante la corsa
  • L’utilizzo delle onde d’urto (Extracorporeal Shockwave Therapy) sembrerebbe essere efficace nel ridurre i tempi di guarigione e nel ridurre la sintomatologia dolorosa.
  • In questo articolo spieghiamo come gestire l’infortunio con il cross training.

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23 Maggio 2017 Corsa, infortuni, prevenzione
michele stefani
About michele stefani

2 Comments
  1. Buon pomeriggio, da metà circa del mese di febbraio scorso soffro di sindrome del piriforme, diagnosticata da un osteopata. Ho continuato ugualmente a correre, sono un runner da oltre 40 anni, seppur in maniera blanda. Oltre un mese fa ho avvertito un grosso dolore da sotto il gluteo, dove ho il problema del piriforme, a metà coscia posteriore che mi ha impedito di continuare a correre (da allora sono ancora fermo). Ho fatto un’ecografia è mi è stata diagnosticata una tendinopatia inserzionale cronica del semi-membranoso ed in parte del quadrato del femore, ma senza seni di versamento ne di calcificazioni (anche il fascio nervoso dello sciatico, in corrispondenza dell’area indicata, appare ispessito e lievemente ipoecogeno). Per non star completamente fermo mi sono iscritto ad un corso di Bikram yoga (si lavora in un ambiente con 40 gradi di caldo costante per 90 minuti). Cosa ne pensa? Può darmi qualche consiglio?
    Grazie Andrea

  2. michele stefani

    Buongiorno,
    dai sintomi che descrive potrebbe effettivamente trattarsi di una tendinopatia inserzionale dei flesori.
    Solitamente il consiglio è quello di inserire un progressione che porti a recuperare il gesto sportivo.
    S parte da contrazione concentriche fino ad arrivare a esercizi eccentrici.
    L’importante è non avere dolore durante i vari esercizi.
    Sono importanti anche gli esercizi di mobilità ed elasticità. Direi che va bene fare Yoga sempre rispettando la regola del non dolore.
    Spesso il flessore si infiamma perchè svolge il lavoro che dovrebbe essere fatto dal gluteo. Mi concentrerei quindi su esercizi di rinforzo del gluteo (in particolare modo il medio gluteo) ed esercizi di core stability. Non è un caso che tutto sia partito da problemi del piriforme.
    Noi spesso utilizziamo le onde d’urto nel trattamento di questa patologia.

    Spero di esserle stato d’aiuto.

    Michele Stefani
    Dott. in fisioterapia

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